Discografia di Settimo Benedetto Sardo
La discografia di Settimo Benedetto Sardo, cantautore genovese, racconta un percorso musicale autentico, fatto di parole, melodie e atmosfere che nascono dall’amore per la natura.
Le sue canzoni uniscono sonorità acustiche, sfumature mediterranee e testi che parlano di rispetto, speranza e consapevolezza.
In questa sezione puoi scoprire i brani pubblicati, ascoltare alcuni estratti e leggere i testi delle canzoni, per rivivere l’anima di una musica che nasce dal cuore.
La mia Discografia: “C’è qualcosa che non va”
Il mio lavoro dal titolo “C’è qualcosa che non va”, comprendente un videoclip, è stato pubblicato.
Collaborazioni e arrangiamenti
Tutte le canzoni in esso contenute, ad eccezione di “2001 Genova” e “Ricordo 2”, beneficiano degli arrangiamenti per chitarra del musicista e amico Giangi Sainato.
Giangi è uno tra i più grandi talenti musicali dell’attuale panorama artistico.
Senza di lui… sarebbe stata tutta un’altra musica!
I virtuosismi chitarristici presenti in questo CD sono suoi, come, per esempio, l’assolo musicale arabeggiante di “EuropAmerica”.
E che dire della grande disponibilità del mitico Bob Callero, con i suoi inconfondibili fretless e stick, e dello straordinario Dado Sezzi, con le sue sorprendenti e raffinate percussioni…
Grazie per le vostre importantissime idee musicali e per la vostra collaborazione!
Il Maestro Marco Canepa
Adesso sarebbe il momento di parlare del supervisore ed arrangiatore generale, del tecnico e realizzatore del suono e dei missaggi, del musicista, ovvero del Maestro Marco Canepa.
Ma lui, come ogni genio che si rispetti, è personaggio schivo e riservato.
Ed alle belle parole preferisce almeno i buoni propositi…
Grazie per avermi aiutato in questa, per me, importante impresa artistica, per avermi consigliato, sempre, con la modestia e la tranquillità che contraddistinguono le persone veramente importanti.
Le voci e gli strumenti del progetto
Un forte abbraccio a Claudia Pastorino, la quale ha “suonato” con la sua voce in “Disponibile”,
ed a Elena Vivaldi, la quale, insieme alla sua allieva Chantal Mulonia, ha “prestato” la voce per i cori in “2001 Genova”.
E grazie anche ad Antonella Trovato con il suo oboe, a Roberto Mazzola e Alessandro Sacco con i loro violini, a Nicola Pastorino con i suoi didjeridoo, e a Giorgio Verrina con il suo corno.
L’anima del progetto
Per quanto mi riguarda, ho scritto testi e musiche di queste 12 canzoni, le ho cantate, ho suonato la “chitarra agricola” ed ho partecipato agli arrangiamenti.
Infine, un saluto a Turi Lampara (poi vi spiego).
Dedica e riflessione finale
Questo lavoro discografico è interamente dedicato alla memoria dei miei grandi amici SMALL e NERO.
Sono sempre dentro di me il loro smisurato affetto e la loro inesauribile lealtà.
A rivederci, miei cari amici.
Concedetemi una riflessione, apparentemente retorica ma, credo, immensamente necessaria:
“Impariamo e insegniamo a rispettare ogni forma di vita esistente: impariamo e insegniamo a ripudiare la morte quando questa avvenga non naturalmente. Nonostante tutti gli ostacoli dobbiamo continuare ad imparare e insegnare… prima o poi qualcuno capirà.”
Elenco brani
- C’è qualcosa che non va
"C'è qualcosa che non va"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Mentre l’abitudine del tempo
si confonde con l’eternità,
anche le nevrosi della gente
si confonde veramente
con la rabbia.
E sai che c’è?
C’è qualcosa che no va.
Quando si fa strada nella mente
una voglia di semplicità,
dentro il mare e sopra il cielo
un’altre ombra scende già.
Ma c’è qualcosa che non va.
Qui c’è qualcos ache non va.
Le Foreste Tropicali spente
diventano più povere.
e la gente
che non capisce
che non sa niente,
si domanderà
se c’è qualcosa che non va.
Se c’è qualcosa che non va.
Ma questo mondo
Ha bisogno di volare via,
di fuggire per sempre
da una strana follia.
Se una Spiaggia diventa solo nostalgia,
puoi soltanto ritrovarla con la fantasia.
Un Angelo mi ha detto che il presente
per logica, non è molto coerente
con quello che ha cercato di spiegare
inutilmente a tanta gente,
una volta un nuovo Re…
Nature che finiscono per sempre.
E gli uomini che cadono più giù.
Qui c’è qualcosa che non va.
Le Foreste Tropicali spente
diventano più povere.
E la gente
che non capisce,
che non sa niente,
si domanderà
Se c’è qualcosa che non va.
Se c’è qualcosa che non va.
- Ci vorrebbe l'amore
"Ci vorrebbe l'amore"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Un esercito di persone
si confonde con l’allegria;
un esercito di soldati
si confonde con la civiltà.
Un esercito di bambini
si confonde con l’ingenuità;
un esercito di uomini
non vuol dire virilità.
E nemmeno amore.
Uno scoppio di cannone
per difendere la città;
quanti morti per le strade
per difendere la libertà.
Ma un esempio di soldati
a me ricorda la malinconia.
Un esercito coi cannoni
a me ricorda il tempo che fu.
Ed ora…
ci vorrebbe l’amore.
- M'innamorerò
"M'innamorerò"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Camminiamo sulla terra.
Per necessità.
Anneghiamo dentro il mare.
Per stupidità.
Qui, nel mondo, non c’è spazio
neanche per sognare;
e se quel cielo azzurro
non potrà più ritornare…
Fantasmi di allegria
sono le fantasie
e fa davvero male
provare a ricordare
le pianure dimenticate
che non ritroverai
ed i fiori già appassiti
che non ritroverai
ed i fiori già appassiti
che non raccoglierai…
Io, adesso, che farò?
M’innamorerò
della mia allegria.
M’innamorerò,
ma senza fantasia.
Ed imparerò
a non andare lontano.
Come un’ombra che cammina
io vi seguirò.
M’innamorerò,
ma solo per dimenticare.
M’innamorerò.
Magari per capire.
E se dormirò
sarà fino a domani;
poi mi sveglierò
sperando di sognare.
M’innamorerò, m’innamorerò
della mia allegria.
M’innamorerò, m’innamorerò
ma senza fantasia.
Mi accorgo che anche il mare
non vuole più parlare,
non vuole raccontare.
Sa che non capirei.
E per capire basterebbe
solo un po’ d’amore;
o servirebbe forse
ritrovarsi ancora soli…
Ma tu, non devi ridere!
Se m’innamorerò
della mia allegria.
Se m’innamorerò
(ma) senza fantasia.
Se io cercherò
ancora la poesia,
o se aspetterò
la malinconia.
M’innamorerò, m’innamorerò
della mia allegria e del mio mare.
M’innamorerò, m’innamorerò
senza fantasia.
M’innamorerò, m’innamorerò
della mia allegria e del mio cielo.
M’innamorerò, m’innamorerò
senza fantasia e senza amore.
- Quasi mai
"Quasi mai"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Le carrube
non le mangia più nessuno,
frutta secca solo per Natale
e lenticchie a Capodanno…
Consuetudini
si ritrovano nel tempo
e ritornano ogni tanto.
Solo per necessità!
Si può anche camminare
per andare
tra la gente sconosciuta.
Ci puoi mettere in mezzo,
in un momento,
tutto il bene che mi vuoi!
Io dico che ti possono chiamare
con dei nomi sempre nuovi.
Che puoi trovare il modo
sempre strano
di concedere l’amore…
Ma per cambiare il mondo
ci vorrebbe un po’ più di cuore
e servirebbe, adesso,
anche un poco del tuo amore.
Di questo non si accorge più nessuno.
Quasi mai.
Ipotetiche e giuste
sono le ambizioni:
disfunzioni delle passioni
che hai perduto tempo fa.
Apparentemente
la nevrosi della gente
si confonde con l’allegria
o cenando in pizzeria.
Ma…
le carrube
non le mangia più nessuno,
frutta secca solo per Natale
e lenticchie a Capodanno…
Ma per cambiare il mondo
ci vorrebbe un po’ più di cuore
e servirebbe, adesso,
anche un poco del tuo amore.
Di questo non si accorge più nessuno.
Quasi mai.
- Una canzone dedicata
"Una canzone dedicata"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Una canzone dedicata all’amore.
Una canzone dedicata al sesso.
Una canzone dedicata al cuore.
Una canzone dedicata al dolore.
Ma quante donne e quanti uomini
che ci combattono
ma credono d’amare;
che si confidano
e che fanno male all’improvviso,
ma che poi vogliono cambiare
e dicono: “finita!”.
Che si confondono per niente.
Per due soldi tu mi vendi
come fossi un cane
che non ha più denti…
Ma quante donne e quanti uomini
che si combattono
ma credono d’amare.
Una canzone dedicata al sole.
Una canzone dedicata al mondo.
Una canzone dedicata agli angeli.
Una canzone dedicata a:
chi ci consola con la solitudine
(ma quanta voglia
che rimane nella mente)
chi perde tempo ad inventare
grandi amori (mai vissuti
e immaginati per sentirsi più importante.)
Ma quante donne e quanti uomini
che non conoscono la vita
ma la vogliono insegnare.
Ma quante donne e quanti uomini
che non capiscono la vita
ma la vogliono cambiare.
E quante stelle e quante nuvole
che vivono nel cielo nero nero.
Una canzone dedicata all’amore.
Una canzone dedicata al sesso.
Una canzone dedicata ai veri.
Una canzone dedicata a quelli
che sono contenti
di dividere la vita
con la persona
che hanno scelto per amore;
che se ne fregano
di orribili passati
ma che vogliono un presente
fatto di carezze e sentimenti.
Quanti bambini e quante anime
che piangono nella notte scura scura.
- EUROPAMERICA
"EUROPAMERICA"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
I Curdi che si muovono a milioni…
e l’Iraq che si confonde già
tra il fuoco e fumi neri di petrolio.
Il catrame dell’Oriente
non è civiltà.
Questa terra che ora brucia è casa mia.
Quante vite che ora se ne vanno via.
Tra il fuoco e fumi neri di petrolio
ora il pianto della gente
è la sola verità.
Poi la guerra alla televisione
e gli aerei nella confusione
scaraventano nell’aria
scaraventano nel mare
scaraventano negli uomini
la rabbia di questa età.
Ah! Quest’America.
Che spara, vince e vive.
per onore, non per amore.
Quante le strumentalizzazioni
che si fanno sopra i Popoli
assetati di libertà.
Gli Albanesi che li trovi dentro il mare.
Annegati in mezzo alla malinconia
di restare abbandonati in agonia.
Che illusione l’Occidente,
era solo fantasia.
Nella terra che li vuole mandare via
quante vite che non torneranno.
E li trovi ancora sempre dentro il mare.
Annegati, adesso, forse, con un po’ di nostalgia.
Ah! EuropAmerica.
Che spari, vinci e vivi.
Per onore, non per amore.
Quante le strumentalizzazioni
che si fanno sopra i Popoli
assetati di libertà.
- 2001 Genova
"2001 Genova"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
2001: Genova nel mondo.
2001: Genova e il potere.
2001: Genova con le barriere.
2001: Genova con le catene.
I ragazzi della polizia
contro i ragazzi dei cortei.
Mani sulle donne
e sotto le gonne.
Colpi d’amore andati a vuoto…
Ma se non ci fossero stati i giornalisti;
ma se non ci fossero stati i registi;
ma se non ci fossero stati gli imprevisti
e le cineprese…
Noi saremmo ancora a Genova
a prendere tempo
sulle iniziative del G8
a prender botte
sulla libertà.
Ma la fine di un uomo
non può cancellarsi.
Il bene degli uomini
non deve morire mai.
2001: Genova nel mondo.
2001: Genova e il potere.
2001: Genova con le barriere.
2001: Genova e l’Italia con le catene.
- Quante volte
"Quante volte"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Tu che guardi sempre il cielo,
tu che credi di volare,
forse un giorno volerai.
Quante volte quel pensiero,
quante volte un desiderio
diventerà realtà.
Ti venderanno un po’ d’amore
e inventeranno l’allegria
dentro di te,
ti venderanno anche il dolore
e inventeranno la poesia.
Ci crederai.
Quante volte dentro il mare
hai pensato di gettare
tutte le mediocrità.
Dentro un fiume hai camminato,
sulla terra hai riposato,
ma sei fermo ancora qui.
E senti il vento che accarezza,
il desiderio di fuggire
dentro di te;
poi da lontano quella luce
si avvicina lentamente
sempre di più.
Quante volte immaginare,
quante volte ripensare
alle tue stupidità.
Quante storie raccontate,
quanti amori son finiti.
quante cose che non sai.
Ti rivedranno lungo il mare
dentro un fiume a calpestare
le tue pazzie…
Poi finalmente verso il cielo,
piano piano come il vento
tu volerai.
- Disponibile
"Disponibile"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Disponibile davvero
perché innamorata.
Inequivocabilmente
troppo appassionata.
Disponibile – nel senso –
quello della gente.
Inequivocabilmente
quello che si sente.
Si dovrebbe fare piano
ma è una notte illuminata
più desiderabile perché
labbra colorate.
Se l’amore si manifestasse
senza un poco di allegria,
se si equivocassero
tenerezza e cortesia.
Si potrebbe sprofondare
dentro la monotonia
e potrebbe ritornare
quella vita nera nera.
Se la gente
qui potesse ridere davvero,
se il pensiero nella mente
fosse più sincero.
Disponibile – nel senso
quello della gente.
Inequivocabilmente
quello che si sente.
- Ricordo
"Ricordo"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Nella mente un ricordo
che non posso evitare.
Mi riporta, ogni volta,
a pensarTi di più.
A capire che il tempo
non mi regalerà
neanche un poco
di vera libertà.
Non c’è un solo momento
in cui possa lasciarTi.
Non conosco pensieri,
fatti senza di Te.
Ed in tutti i miei anni
sono stato così,
ma, dicevo, sempre:
“ se avessi potuto
non credere a niente
sicuramente mi sarei messo a cercare.
Mi sarei messo a cantare
canzoni d’amore.
Anche se l’amore non c’è.
Avrei riempito di parole
la mia vita,
avrei senz’altro
smesso di soffrire.
Avrei capito
che, in fondo, non serve sognare
se i sogni poi non sono con te”.
Tante volte ho pensato
di non crederTi più.
Tante volte ho deciso
di lasciarTi perché
cosa serve una vita
senza la mia libertà…
… come un albero
in un prato di città.
- Napoli
"Napoli"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Andando verso Napoli
D’estate.
In macchina ci metteremo
Un poco di più.
Ma è come andare
verso l’Africa:
un caldo quasi tropicale!
Odori che si sentono
nell’aria,
inquinamento di pensieri
e di mare blu.
Ma è come perdersi
In un’oasi
dentro un miraggio tropicale.
Napoli,
rivoglio la tua allegria
e le nuvole
sempre nel cielo…
È inutile che ci guardiamo il mare
se dentro l’acqua ci buttiamo
scarichi di problemi che non vuoi risolvere
e indissolubili realtà.
Dipenderà dalle combinazioni
o dal progresso della civiltà
andare verso nuove evoluzioni
e verso nuove verità.
Napoli,
rivoglio la tua allegria
e le nuvole
sempre nel cielo di Napoli.
A Napoli che caldo…
A Napoli si sente il rumore
dei treni e della metropolitana;
poi le nevrosi che ti prendono
per questo vivere da cani.
Magari si trattasse d’aspettà
i contributi della sanità;
La delinquenza
che prolifica
con le tangenti
nazionali.
Napoli,
rivoglio la tua allegria
e le nuvole
sempre nel cielo di Napoli.
A Napoli che caldo che fa!
- Ricordo 2
"Ricordo 2"
(testo e musica di Settimo Benedetto Sardo)
Se dal cielo una stella
si metterà a cantare,
la memoria e la tristezza
mi potrebbero spiegare
che le Tue nuvole,
per sempre,
mi faranno ricordare
che se muori,
che se vivi,
io Ti penso come prima.
I Tuoi poveri e gli oppressi
tutti i vicoli
e le storie,
i papaveri più rossi
e le puttane da cantare…
Ma se vivi, ma se muori,
io Ti penso come prima.
Le canzoni che hai lasciato
noi le canteremo in coro
ai bambini, agli animali ed ai politici rampanti.
Alle mogli ed ai mariti, alle serve ed i dottori,
ai pentiti ed ai cornuti: tutti figli del Signore.
Se dal cielo una stella
continuerà a cantare,
la memoria e la tristezza
mi potrebbero spiegare
che le Tue splendide parole
mi faranno ricordare
che se vivi, che se muori,
io ti penso come prima.
Se dal cielo una stella
continuerà a cantare,
la memoria e la tristezza
mi potrebbero spiegare
che le Tue nuvole,
per sempre,
mi faranno ricordare
che se muori, che se vivi,
io ti penso come prima.
- Album completo: 12 Canzoni + 3 Extra